"Libico Maraja" di Roberto Denti
(il segnalibro è tratto da "I viaggi di Gulliver" di Jonathan Swift, edizioni Fabbri, 1959)

Le immagini di Libico Maraja sono improntate a una profonda cultura non soltanto artistica. La maggior parte della sua opera, infatti, è rivolta a illustrare opere narrative classificate normalmente, nella letteratura per ragazzi, come “classici”. Quei romanzi, cioè, scritti da autori rimasti famosi nel periodo che intercorre fra gli ultimi decenni del 1800 e i primi anni del 1900. Libico Maraja ha dovuto quindi penetrare in un mondo che richiedeva una profonda conoscenza storica e psicologica affrontando temi sempre attuali. Non era iniziata, quando Libico Maraja entra con precisa determinazione sul settore dei libri per ragazzi (ed è bene ricordare che, tranne "Pinocchio", non si tratta di bambini ma di individui che hanno superato i dieci anni di età) una nuova fase della narrativa dalla scrittura più rapida e intensa.
Nelle illustrazioni di Libico Maraja si sente il riflesso di una profonda adesione e di una assoluta conoscenza della storia dell’arte, rivissuta in modo moderno: la sua professionalità rende la sua opera attuale per gli elementi innovativi necessari a interessare le nuove generazioni. Attraverso le sue illustrazioni (si vedano il "Pinocchio" del 1947 e quello del 1955) ci si rende conto della continua ricerca innovativa della materia formale e coloristica, anche se sempre legata ad una adesione alla tradizione classica. Di particolare rilievo i lavori di questo autore per il mondo delle fiabe di tradizione orale: la sua partecipazione a collane di grande successo (non soltanto in Italia) come “Le fiabe sonore” testimoniano la sua forza espressiva.
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Libico Maraja
Biblioteca Civica "Ettore Pozzoli"