Giulia Orecchia
Scegli un'icona per visualizzare la biografia di un illustratore e le sue immagini
Scegli un'icona per visualizzare la biografia di un illustratore e le sue immagini

Di lei Giusi Quarenghi ha scritto che ha un suo "modo di guardarli, questi bambini e queste bambine: con tenerezza, con complicità, con curiosità, con pazienza che riesce ad essere divertita anche quando è messa a dura prova". Che i suoi bambini sono "amati, ma forse più ancora, e prima, rispettati. Come creature che non ci appartengono". Che ha il dono della leggerezza, quella leggerezza di cui parla Calvino nelle Lezioni Americane.
A Walter Fochesato, guardando le sue tavole, viene in mente il pane fresco, la frutta fresca, qualcosa, insomma, che sia stato preparato o colto da poco tempo. A me le sue illustrazioni mettono allegria, mi sembra di poter rivedere sprazzi della mia infanzia, quelli felici che, da sola, non so più mettere a fuoco.
Giulia Orecchia è nata a Torino, ma vive e lavora da sempre a Milano dove ha frequentato l'Accademia di Brera e il corso di Visual Design alla Scuola Politecnica del Design di Milano, dove insegnavano Bruno Munari, Pino Tovaglia, Max Huber. Ha ottenuto il Kleine Deutsche Sprachdiplom all'Università di Monaco di Baviera nel 1982, Ha partecipato a corsi di incisione all'Accademia Estiva di Salisburgo e alla Scuola d'Arte estiva di Urbino. Dopo aver collaborato con numerosi periodici e con agenzie di pubblicità, si è dedicata all'illustrazione per bambini. Il suo primo libro, Cinque topolini, è stato pubblicato da La Coccinella. In seguito ha pubblicato per tutti i principali editori italiani. Collabora da anni con alcune case editrici tedesche. Lavora volentieri alla progettazione di libri, da sola o con autori-scrittori come Giusi Quarenghi, Roberto Piumini, Bruno Tognolini, Emanuela Bussolati, Nicolò Barbiero, Vivian Lamarque. Ha ricevuto numerosi premi, tra i quali il Premio Andersen il mondo dell'infanzia (1986), il Premio Nazionale di Illustrazione per ragazzi del Battello a vapore (1997), il Premio Andersen (2001), con Emanuela Bussolati, per il miglior libro di divulgazione scientifica.