Bimba Landmann
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Ha il tratto forte di chi non ha paura del colore. La sua Venezia (mai nominata nel testo) dai toni violenti e accesi ospita un unicorno, ma si rifiuta di appartenere a un passato mitologico, e di scivolare dal rosa al grigio cenere del tramonto. Mi piacciono i silenzi dei suoi personaggi fermi che sanno comunicare con gli occhi. Le sue tavole sono ricche di rimandi colti, ma piene di particolari che attirano l'attenzione attenuando l'atmosfera misteriosa.
Mi piacerebbe vederla alla prova con la leggenda di un santo della tradizione popolare, una storia poco frequentata, piena di apparizioni e di miracoli, ricca di quei simboli che spuntano in Italia dai vecchi muri di pietra e sui brandelli degli affreschi. Sono quasi sicura che saprebbe ridare vita e significato a vecchie immagini che i bambini non riconoscono più, ma che, per millenni, hanno popolato racconti, tradizioni, opere d'arte e di devozione.
Bimba Landmann è nata a Milano, nel 1968, dove vive e lavora. Ha frequentato il Liceo Artistico e l'Accademia di Brera. Ha partecipato ai corsi estivi di illustrazione tenuti da Stepan Zavrel. Dal 1988 si è dedicata a tempo pieno all'illustrazione dei libri per l'infanzia, organizzando anche laboratori per bambini sulla fiaba. Collabora saltuariamente ai periodici. Ha vinto numerosi premi, soprattutto con il libro Un bambino di nome Giotto, ed ha partecipato a numerose mostre.